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La raccolta del vetro funziona poco e male. Crescono i costi, peggiora il servizio: la Gema assume altri otto dipendenti

dicembre 9, 2017

Ambiente, Laboratorio Pubblico, News

La raccolta del vetro funziona poco e male. Crescono i costi, peggiora il servizio: la Gema assume altri otto dipendenti

A partire dal 21 agosto, ha preso finalmente il via la raccolta porta a porta del vetro. Il servizio, atteso da anni, è bisettimanale e costa ai cittadini 25mila euro al mese più iva. Questa spesa va a sommarsi ai circa 4 milioni di euro che annualmente il nostro comune destina alla gestione rifiuti. Il problema è che la raccolta vetro non funziona e, quando avviene, è limitata a poche zone del paese con interi quartieri esclusi dal servizio.

Ad ogni modo, il vetro potrebbe essere portato dagli utenti direttamente presso l’isola ecologica, inaugurata il 1 ottobre dopo anni di ritardi. Per farla funzionare, la Gema (che ha vinto l’extra appalto per la raccolta del vetro, la gestione dell’isola ecologica e la pulizia dell’area ex stazione Ferrovie dello Stato) ha assunto otto dipendenti. Ma anche l’isola ecologica non funziona. Dopo oltre un mese, manca ancora l’energia elettrica. In fase di progettazione, si erano dimenticati di predisporre un impianto adeguato per un sito così importante. Ad oggi, quindi, l’isola ecologica è una beffa. Non funziona la pesa, non è possibile registrare i cittadini per rilasciare la family card con cui gli utenti virtuosi dovrebbero avere benefici, non si possono attivare i compattatori. Niente di niente. Come se non bastasse, nel terreno di fianco al sito, vi è una mini-discarica di rifiuti speciali. Tali rifiuti hanno tutta l’aria di essere i residui di materiali da costruzione, calcinacci e tubature e sono abbandonati lì da mesi.

La finta inaugurazione dell’isola ecologica è l’emblema di un fallimento già annunciato nei primi mesi di questa amministrazione. La punta dell’iceberg di un cumulo di promesse farlocche che vanno avanti dal 2012. L’amministrazione Catapano è responsabile del degrado che viviamo quotidianamente sul nostro territorio. Alla fanfara dei grandi slogan e delle roboanti promesse non sono seguiti i fatti ma piuttosto pressapochismo e incapacità gestionale, proprio come avvenuto nelle precedenti fasi della storia politica sangiuseppese.

Un altro clamoroso flop in tema ambientale riguarda l’area ex FF.SS: la chiamano “pista ciclabile”, ma è una distesa di terriccio e rifiuti, una “terra di nessuno”. Per molto tempo è stato luogo di scarico di ogni genere di rifiuto ma, anche grazie alle inchieste su questo giornale, qualcosa nel mese di ottobre si è mosso e la Gema ha dovuto provvedere alla pulizia di alcune parti del tracciato. Eppure, il capitolato d’appalto prevede il servizio “almeno due volte a settimana”. Vista la palese violazione degli obblighi, il gruppo consiliare Vocenueva-PD, attraverso il consigliere Antonio Borriello, ha sollecitato l’ufficio tecnico del comune il quale ha sanzionato la ditta per 17mila euro. Oggi la pulizia avviene con maggiore frequenza, ma non ancora in piena osservanza del contratto. Inoltre, lo stabile che ospitava la vecchia biglietteria è diventato rifugio per alcuni senzatetto, soprattutto per l’avvicinarsi dell’inverno. Queste persone senza fissa dimora sono esposte a un continuo rischio tra l’indifferenza generale delle istituzioni.

A completare il pietoso quadro della politica ambientale dell’amministrazione c’è il dato sul conferimento della carta che si è drasticamente ridotto nell’ultimo anno, probabilmente da quando alla raccolta del venerdì è stata spostata anche la presa dell’indifferenziato. Una scelta che, al momento, sembra aver creato confusione e scarsi risultati.

Il livello di benessere e vivibilità dei cittadini, nella società odierna, si misura anche attraverso il grado di efficienza delle politiche ambientali. I campani,
tra emergenza rifiuti e terra dei fuochi, conoscono bene la differenza tra una politica capace di gestire il ciclo dei rifiuti ed una incapace e fallimentare. Più di ogni altra regione, la Campania ha vissuto sulla propria pelle i ritardi accumulati in questo settore e i danni che cattiva politica e criminalità hanno arrecato al territorio ed alle generazioni future.

L’Amministrazione Catapano ha mostrato enormi limiti in campo ambientale. I cittadini, soprattutto in periferia, non hanno visto in cinque anni margini di miglioramento e ancora una volta restano disillusi e sconfortati. Ancora una volta le loro speranze di cambiamento sono state tradite.

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