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Emergenza topi al plesso Croce Rossa. Ignorate per giorni le denunce dei genitori

novembre 28, 2017

Ambiente, Laboratorio Pubblico, News

Emergenza topi al plesso Croce Rossa. Ignorate per giorni le denunce dei genitori

“Ciao, con chi posso parlare per segnalare una cosa successa alla scuola di mia figlia?” Inizia così questa storia, con un messaggio ricevuto il 22 settembre da parte di una mamma molto preoccupata per quello che era appena accaduto al plesso scolastico di via Croce Rossa, 2° circolo didattico di San Giuseppe Vesuviano. La chiamo. Mi racconta quello che aveva visto con i suoi occhi all’uscita della scuola, nel giardino esterno dell’istituto: un topo, anzi “‘na zoccola”.

Era arrabbiata. Comprensibile e condivisibile il suo stato d’animo ma soprattutto la sua preoccupazione: potrebbero essercene altri, magari dentro l’edificio, e potrebbero aver contaminato l’ambiente nel quale quotidianamente studiano e crescono i suoi bambini. Non è purtroppo l’unica segnalazione, ne riceviamo altre nei giorni successivi da più genitori. Cresce l’indignazione. Dapprima nei gruppi whatsapp e poi sui social. Il quotidiano Metropolis il 29 settembre pubblica la notizia.

Il Gruppo consiliare Vocenueva – Partito Democratico si interessa della vicenda, ascoltando le denunce delle famiglie degli alunni e del personale scolastico. Il Comune reagisce nel peggiore dei modi: il 30 settembre, viene diramata una nota con cui si definiscono le legittime preoccupazioni dei genitori “illazioni completamente destituite di ogni verosimile fondamento”. Le segnalazioni della presenza dei topi, tuttavia, continuano e il Comune dopo le proteste dei genitori procede ad una derattizzazione esterna. Gli effetti di tale misura sono visibili già dalla mattina del 2 ottobre: alcuni topi, questa volta morti, sono ritrovati all’ingresso e nelle parti adiacenti l’ingresso del plesso di via Croce Rossa. 

Finalmente il sindaco decide di recarsi presso l’istituto, ufficialmente per “portare i saluti per l’inizio dell’anno scolastico”. Viene incalzato da alcuni genitori e mostra sicurezza: è proprio lui a raccogliere, munito di scopa e paletta, il cadavere di un roditore morto. Ma non finisce qui.  Tramite il suo profilo facebook, pubblica un verbale di sopralluogo dell’ASL che ritiene (per ora) non necessaria una derattizzazione all’interno dell’edificio. Chiama “sciacalli” chi si era interessato delle condizioni igienico sanitarie dell’edificio e della salute dei bambini (“strumentalizzazione a fini politici”, scrive).

A questo punto, il gruppo Vocenueva-PD, tramite il consigliere Antonio Borriello, presenta un esposto all’ASL, chiedendo di approfondire la questione al fine di avere massime garanzie sulle condizioni igienico-sanitarie della scuola. La preoccupazione delle famiglie resta altissima. Foto scattate all’esterno della scuola che ritraggono altri topi (vivi) rimbalzano da un gruppo whatsapp genitori all’altro. Cresce ancora la protesta sui social e si vocifera di uno strano “sciopero silenzioso” per permettere una rapida derattizzazione a spese del comune. Una soluzione di cui la segreteria della scuola, da noi contattata, sembra non sapere nulla.

Una ipotesi che non si realizza per effetto di un’ordinanza del comune, firmata il 5 ottobre, con cui si dispone la chiusura temporanea della scuola per il giorno successivo. L’ordinanza del sindaco riporta come motivazione una disinfestazione necessaria per rimuovere il “deposito di polvere, terreno, erbacce anche all’interno dell’edificio” dovuto ai lavori di sistemazione della scala antincendio dell’edificio. Dei topi nemmeno l’ombra. Dopo poche ore arriva però la rettifica dell’ordinanza in cui si fa riferimento ad una nuova nota dell’ASL (datata 4 ottobre) che, a seguito dell’esposto del gruppo Vocenueva-PD e considerate le segnalazioni dei genitori per l’avvistamento di “numerosi roditori”, dispone la derattizzazione e disinfestazione anche all’interno della scuola. Il sindaco, con le due ordinanze, è costretto a smentirsi da solo. 

Una vicenda paradossale, che mostra l’approssimazione con cui l’amministrazione e il primo cittadino hanno gestito un’emergenza. Quando si parla della salute dei bambini è necessaria e doverosa la massima serietà istituzionale e il rispetto verso chi quella scuola la vive ogni giorno. I timori dei genitori (e nostri) erano fondati: sarebbe bastato prenderli seriamente in considerazione. Il sindaco ha perso così un’altra occasione per comportarsi da primo cittadino.

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