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“The sound of da police” – Cineforum 2011

giugno 27, 2011

Cineforum, Iniziative, News

Torna il Cineforum del Collettivo Vocenueva. A partire da questa sera, e per quattro settimane, proietteremo gratuitamente quattro titoli dedicati al “poliziottesco all’italiana“.

The sound of da police – Cineforum estivo 2011

tutti i lunedì alle 21.00 presso il circolo di Via Zara 7 – San Giuseppe V.no

Questa sera:

“Milano odia: la polizia non può sparare”

Italia 1974, 100 min.

con Henry Silva, Tomas Milian, Mario Piave, Laura Belli.

Giulio Sacchi, un giovane disoccupato, senza famiglia, senza voglia di lavorare, facile ad usare il mitra, lascia una banda di malviventi e organizza il rapimento di una ragazza (Marilù) figlia del ricchissimo commendator Porrino. Trova due giovani complici in Vittorio e Carmine. Dopo una sequela allucinante di omicidi, Marilù è rapita. Interviene la polizia. Il commissario Walter Grassi si convince che il rapitore di Marilù è un folle omicida e consiglia il comm. Porrino di non pagare il mezzo miliardo per il riscatto perché la figlia sarebbe ugualmente uccisa. Intanto la sequela delle uccisioni prosegue. Il commissario Grassi, ormai dimessosi dalla polizia, comincia la sua personale guerra con Giulio Sacchi, fino all’epilogo.

Il film rende conto dell’aspetto sociale della violenza durante gli Anni di piombo in Italia. L’incontrollabile spirale di odio ed efferatezza non si tinge solo di aspetti ideologici e politici. La situazione economica difficoltosa e l’instabilità politica complicata dalle conquiste sessantottine, creano vuoti di potere e sprigionano pulsioni criminali. Giulio Sacchi, assassino senza scrupoli, inserisce la propria personalità deviata in questo sistema di tutele mancate. Il protagonista sembra sentirsi vittima di un sistema che non dà possibilità a chi nasce in condizioni disagiate, anche se in realtà sfrutta questo pretesto per innescare e sfogare la propria personalità delittuosa, come se i suoi omicidi (e soprattutto quelli causati da futili motivi) fossero la vendetta contro gli altri per tutto quanto la vita non gli ha dato. L’ambizione dell’arricchimento giustifica i suoi misfatti. Giulio è il ritratto di un paese esasperato dalla propria ferocia che risponde alla violenza con altra violenza, dimenticando qualsivoglia rigore etico o senso del limite.

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