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Ru486 : tutta la storia

aprile 2, 2010

News

Passata la sbornia elettorale, si ritorna con irruenza nella vita quotidiana. Cota e Zaia (neo governatori eletti per Piemonte e Veneto) subito si rendono protagonisti, attaccando duramente l’ingresso ufficiale nel listino farmaceutico della pillola abortiva meglio nota come Ru486. ru486

Tale farmaco contiene il principio attivo MIFEPRISTONE  le  cui indicazioni autorizzate sono :

  • Interruzione volontaria di gravidanza
  • Interruzione clinica di gravidanza in caso di morte fetale in utero per ridurre la dose di prostaglandine necessaria all’espulsione.

Il farmaco è stato inserito nella lista dei farmaci essenziali dall’OMS nel 2005, in Francia è già da 20 anni che lo si utilizza ed è registrato in altri 15 Paesi dell’Unione Europea. Per effetto della procedura di Mutuo Riconoscimento (che permette ad una società di registrare un medicinale in più Stati Membri sulla base della stessa documentazione depositata in un solo Stato e quindi sulla base della valutazione dello stesso chiamato Reference Member State), l’AIFA è stata chiamata a decidere sull’approvazione ed autorizzazione del medicinale in Italia.  Una decisione di carattere regolatorio che ha demandato poi alle Regioni la distribuzione. Ne derivano subito polemiche con la costituzione di una commissione parlamentare adhoc per valutare l’impatto con la legge 194 mentre il Ministero della Salute chiarisce che il farmaco gode di un buon profilo rischio-beneficio – a seguito della valutazione dell’Agenzia Europea dei Medicinali con sede a Londra- e che tale decisone non è in contrasto con la legge sopracitata (articolo della legge 194 n. 15 prescrive che si continuino a cercare le soluzioni migliori perché l’ aborto sia il meno possibile traumatico e pericoloso per la donna).

Hanno tentato in tutti i modi di ritardare l’ingresso della pillola abortiva in Italia, ma negarne l’autorizzazione avrebbe determinato sanzioni anche pesanti dell’Unione Europea. E’ vero che la Salute è prerogativa di ogni Stato membro, ma in questo caso l’Italia (nel caso in cui non avesse autorizzato il farmaco) non avrebbe favorito la libera circolazione di beni, principio cardine dell’UE.

Si arriva quindi ad oggi, giorno in cui due governatori leghisti e populisti, prendono le difese del Vaticano, da sempre acerrimo nemico dell’aborto e addirittura Cota afferma che il farmaco "marcirà nei magazzini". La Santa Sede applaude, il Pdl chiede la testa del Direttore Generale dell’Aifa (prof. Guido Rasi), l’opinione pubblica si divide.

Bisogna garantire l’accesso a tale farmaco (in regime ospedaliero o non) a tutte le donne che ne chiedono l’utilizzo. Facciamo parte dell’UE e non possono le Regioni e soprattutto due leghisti, sovvertire tutte le regolamentazioni farmaceutiche emanate dal 1965 ad oggi. La Santa Sede faccia il suo corso e non interferisca con il progresso e soprattutto la libertà di tutti i cittadini di uno Stato laico. Sul versante politico : perchè Cota e Zaia non lo hanno detto in campagna elettorale ?? L’attacco all’Agenzia Italiana del Farmaco rientra nella spartizione di potere post-elettorale ??

Le donne che vogliono interrompere una gravidanza non voluta devono essere tutelate SUBITO. 

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10 Responses to “Ru486 : tutta la storia”

  1. anonimo Says:

    Sostenere questa pillola è da bestie.
    Ed associarla alla politica ancora di più.

    La vita è un dono che "tu" forse non vuoi accettare,o perlomeno sei tanto egoista da negarlo a qualcun'altro.

    Complimenti Davvero.

     

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  2. AlbK Says:

    Non è una questione etica, è una questione di possibilità e diritti che si deve dare alla donna.
    Gli altri Stati che hanno approvato  la pillola (ben 15) sono tutti delle bestie??
    Se si è contro la pillola, si è contro l'aborto. E credo che il referendum avvenuto nel 81 abbia chiarito che la maggioranza della popolazione italia sia a favore.
    Purtroppo il problema lo si vede sempre da un punto di vista egoistico e direi quasi trascendentale : vorrei vedere se tu fossi donna (o se capitasse a tua sorella, o tua madre, o tua cugina) e avessi subito una violenza o semplicemente non vuoi concepire al mondo un figlio che in quel momento non vuoi, se cambiassi idea.

    Complimenti davvero a te. Ritorna nel MedioEvo, o semplicemente ti basterebbe ritornare nel ventennio fascista.

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  3. AlbK Says:

    Il ministro della Salute Ferruccio Fazio lancia un appello ai governatori: «C'è una legge, se la leggano. E anche se sembra ovvio dirlo, tutte le leggi vanno rispettate».
    Il ministro invita tutte le Regioni «ad attenersi alle indicazioni del Consiglio superiore di sanità che prevedono nel rispetto della legge 194 che la pillola Ru486 venga data in ricovero ordinario fino all'avvenuto aborto»

    Che bestia anche il (tuo) Ministro.

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  4. anonimo Says:

    Ciao Alberto,complimenti per l'ottima esposizione dell'argomento.
    Ti quoto fin da adesso a futuro ministro della sanità.
    A chi offende da dietro un PC vorrei dire :
    Siamo il Paese più incredibile del mondo,lasciamo che a parlare di aborto e divorzio siano delle persone separate e unite con altri patner e con figli nati fuori dal matrimonio leggitimo,in primis il presidente del consiglio. Al quale bisognerebbe chiedere se una delle donzelle seduta sulle sue ginocchie in Sardegna restasse incinta,quale sarebbe la soluzione,una bella gravidanza con bebè abbandonato fuori da una chiesa,oppure un'aborto in qualche Paese della civile Nord Europa????
    Ma queste cose i Monsignori non le vedono?, o il loro essere conservatori li fa passare su tutto?
    MIMMO RUSSO

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  5. agitprop Says:

    Secondo me il punto della questione è un altro. Non si sta discutendo sull'essere favorevoli all'aborto o meno. Questa è una questione che attiene alla scelta della donna ed ogni donna ha un a propria scala valoriale per decidere.

    Il problema qui è diverso. Negare la diffusione di uno strumento terapeutico è una scelta repressiva. E' togliere non un diritto (l'aborto in Italia è comunque possibile), ma la possibilità di esercitarlo scegliendo la forma più appropriata. Il legislatore, in sostanza, pone l'individuo davanti ad un ventaglio di scelte. E' la donna, e soltanto lei, a dover scegliere l'aborto o meno (e con quale modalità praticarlo). E comunque, anche in Italia, c'è una normativa molto severa che disciplina la materia. Negare la Ru486 è pura propaganda. Serve soltanto a garantire il contentino a ben identificati gruppi di pressione. Non ha nulla a che fare con la salute della donna, né con i valori di certi presidenti leghisti.

    Non condivido l'approccio di Mimmo, anche se approvo in sostanza quanto afferma. Per me chi è eletto democraticamente, separato o meno che sia, ha tutto il diritto di legiferare. L'importante è che lo faccia guardando agli interessi della collettività. I suoi matrimoni, i suo figli legittimi o meno, sono solo affar suo. Almeno fino a quando non mettono in discussione l'azione del politico e gli interessi della collettività.

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  6. anonimo Says:

    La Lega ha già diviso l'Italia : a Bari c'è già la Ru486, a Torino no.

    http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=97052

    AlbK

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  7. anonimo Says:

    Complimenti questa è vera democrazia.
    Voi poi vorreste essre la voce nuova del paese,sapete solo offendere e cancellate i post di risposta.

    Come direbbe il Mio caro presidente " Bravi e Sapientoni"
    e grazie per le innumerevoli iniziative che hanno reso San Giuseppe Ves. più vivibile.

    Mi raccomando adesso offendetemi di brutto,tanto solo così sapete rispondere.

    Reply

  8. AlbK Says:

    Ricordo al commentatore anonimo che le offese indiscriminate e volgari vengono cancellate.
    Non siamo fuori al bar panico dove offendi a go go e spari a zero in maniera subdola e volgare.
    Se vuoi, ci confrontiamo, COME FANNO TUTTE LE PERSONE CIVILI, scrivendo in italiano almeno comprensibile e senza offendere nessuno.
     

    Reply

  9. anonimo Says:

    scusate professore ma non sono stato io a tirare in ballo Vostra madre,Vostra sorella eccc..
    Ma capisco che a lei le è permesso tutto.
    Mi scusi di nuovo,sono mortificato.

    Reply

  10. anonimo Says:

    L'aborto è sempre una sconfitta, in qualsiasi modo avvenga è sempre un dramma, anche quando è scelto nel modo più volontario possibile. Bisognerebbe avere molto tatto quando si affrontano argomenti così delicati e cercare ciò che può unire più che ciò che può dividere, dato che nelle questioni difficili un Paese deve saper dimostrare spirito di dialogo e di coesione. E' possibile questo dialogo tra cattolici e uomini di sinistra, proprio come nelle gravi emergenze che questo Pese ha conosciuto nella sua recente storia e soprattutto E' DOVEROSO trovare una sintesi che DIA RISPOSTA a questioni che risposta ancora non hanno avuto, dato che ancora oggi non si sa ancora COSA FARE in situazioni-limite come queste, e le recenti vicende sulla pillola oppure quelle relative alla morte di Eluana Englaro lo testimoniano.

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