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Da LP n. 5 : Le terribili condizioni in cui versa il mercato sangiuseppese

settembre 20, 2013

Ambiente, Laboratorio Pubblico

In attesa della prossima uscita di LP n. 6, vi riproponiamo qui un articolo dal numero 5 (che potete scaricarlo gratuitamente dal blog) :

Degrado, rifiuti e promesse non mantenute : le terribili condizioni in cui versa il mercato sangiuseppese

Passeggiare per il mercato di San Giuseppe Vesuviano in un qualsiasi giorno della settimana che non sia la domenica è un’esperienza paradossale.

Un’area così grande e allo stesso tempo così vuota fa tristezza a chi la osserva. Pensare che il mercato, insieme con la piazza, dovrebbe essere il cuore pulsante di un piccolo comune fa riflettere sullo stato comatoso di un paese che non moltissimi anni fa brillava per vitalità e intraprendenza.

Nei giorni feriali l’area è occupata soltanto dai rivenditori dell’ortofrutta. Lo spazio a loro dedicato si trova in fondo a un enorme piazzale. La struttura che li ospita è fatta di ferro, con tetti e saracinesche in lamiera e il retro in muratura. Il ferro è per larga parte arrugginito, i tetti in lamiera bucherellati e consumati, tanto che in caso di pioggia la frutta e gli ortaggi devono essere spostati e ricoperti con i teloni. All’interno non c’è acqua corrente, cosicché i commercianti hanno costruito a proprie spese dei piccoli serbatoi dove tenere delle riserve per qualsiasi evenienza. L’aria che si respira tra di loro e quella di chi paga un affitto ricevendo in cambio solo uno spazio dove poter effettuare la propria attività.

La manutenzione è pressoché inesistente nonostante l’area che occupano non sia di grandi dimensioni. Infatti, negli anni il mercato ortofrutticolo si è andato via via riducendo. Molte delle serrande che vediamo sono abbassate. Gli operatori del settore che ogni giorno vengono qui a scaricare e vendere i prodotti della terra diventano progressivamente sempre meno. Un discreto numero ha preferito spostarsi nei comuni limitrofi, trovando condizioni più accoglienti.

Quello dell’acqua, poi, è un problema che affligge tutta l’area mercatale. Non esiste alcuna fontanella per rinfrescarsi, né allacci a tubature per poter domare eventuali incendi. Il problema è evidenziato in particolar modo la domenica, giorno in cui da ogni parte dell’Italia meridionale arrivano gli ambulanti per il mercato settimanale. Centinaia di bancarelle e migliaia di persone senza la possibilità di accedere all’acqua corrente.

Ed è proprio nelle domeniche che si palesa il problema più grande e da risolvere quanto prima: quello dei bagni.

Anni fa l’amministrazione guidata da Massimo Ambrosio li aveva completamente ristrutturati, ma le condizioni attuali sono terribili.

Tazze completamente distrutte da atti di vandalismo, cumuli di spazzatura, nauseabondo odore di urine e feci sono il biglietto da visita per chi vorrebbe usufruirne. Un intero settore è occupato da materassi, buste ripiene di materiale non riciclabile e cocci di vetro. Solo da qualche giorno(luglio 2013 ndr), il Comune ha predisposto quattro bagni chimici davanti alle porte d’ingresso, ma, oltre a essere in numero risibile, spesso non sono funzionanti.

Per i lavoratori dell’ortofrutta e i mercanti, la ristrutturazione delle toilette è l’opera primaria da mettere in cantiere.

Rifarle ex novo, tenerle pulite e fare in modo che non possano più essere danneggiate è la priorità per garantire condizioni igieniche decenti. Per non parlare della disperazione dei gestori dei locali pubblici della zona, che nei giorni di mercato sono invasi da centinaia di avventori che chiedono di poter usufruire dei loro servizi.

La domenica pomeriggio, poi, l’area diventa una vera e propria discarica a cielo aperto. Il Comune non solo non si preoccupa di fornire ai mercanti le buste dove riporre spazzatura e scarti, ma lascia che l’immondizia giaccia per terra fino al giorno successivo. In ogni mercato di ogni paese che si possa ritenere civile, dopo l’orario di chiusura gli operatori ecologici passano a ripulire l’area. A San Giuseppe Vesuviano, invece, viene permesso che un indecoroso spettacolo di cumuli di rifiuti faccia da scenografia a quell’area per oltre 24 ore, nonostante il capitolato d’appalto preveda che la Gema, la società responsabile della gestione rifiuti, effettui la pulizia sia al mattino che al pomeriggio della domenica.

A tutto questo, si aggiunge il fatto di trovarsi di fronte a uno spazio enorme largamente sottoutilizzato.

Stiamo parlando di un’area che avrebbe tutto per decollare, dopo una seria e consapevole ristrutturazione.

Invece si preferisce sfruttarla una sola volta alla settimana per il mercato e in minima parte quotidianamente per il commercio ortofrutticolo.

Durante feste, sagre e fiere, le amministrazioni non l’hanno mai tenuta in considerazione, preferendo occupare la più piccola Piazza d’Aosta con conseguente congestione del traffico.

 In campagna elettorale, poi, per tutti i candidati la riqualificazione dell’area mercatale era una priorità. Non ha fatto eccezione neppure l’attuale sindaco Vincenzo Catapano, che però fino a questo momento non ha mosso un dito. Nessuno dei lavoratori pretende miracoli, ma gli interventi necessari andrebbero programmati ed effettuati il prima possibile, oltre a pretendere il rispetto dei patti con l’azienda vincitrice dell’appalto delle pulizie. Il dubbio è che né il sindaco, né l’assessore che aveva la delega al mercato – ora dimissionato ndr) siano coscienti della reale situazione e, di conseguenza, sappiano da dove incominciare.

Biagio Ammirati

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