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L’isola ecologica funziona poco e male. La rete elettrica non è adeguata e gli impianti restano fermi.

aprile 5, 2018

Ambiente, Laboratorio Pubblico

L’isola ecologica funziona poco e male. La rete elettrica non è adeguata e gli impianti restano fermi.

 

A metà dicembre dello scorso anno, l’Isola Ecologica di via vasca al Pianillo ha ottenuto finalmente dall’Enel il primo allaccio di corrente, per una portata di 3Kw. Il centro di raccolta dei rifiuti, tuttavia, ha festeggiato l’apertura il 1 settembre 2017, circa 6 mesi fa. Ripercorrendo le tappe principali della storia dell’Isola, dalla sua progettazione alla sua realizzazione, saltano all’occhio alcune anomalie di portata non indifferente.

L’idea di un centro di raccolta e smaltimento rifiuti è nata nel 2012 e il Comune non ha perso occasione per annunciarla a gran voce, tra slogan e promesse per un paese più pulito. Eppure, soltanto sei anni dopo è stato possibile vedere realizzato un impianto che oggi non è ancora del tutto operativo. Strumenti costosi come le presse (compattatori di carta, cartone e plastica), custoditi per ragioni di sicurezza nella struttura comunale, non hanno energia sufficiente per essere alimentati. Stesso discorso vale per la bilancia, che, non ancora in uso, compromette la messa in funzione della Family EcoCard, con cui i cittadini dovrebbero accumulare punti per ottenere uno sgravio fiscale come conseguenza del deposito di rifiuti correttamente differenziati. In fase di progettazione, infatti, gli addetti non hanno predisposto un impianto elettrico con potenza adeguata al funzionamento di un sito così importante. Le richieste ad Enel non hanno ricevuto sempre le risposte desiderate, complice anche un vecchio contenzioso economico tra il Comune ed il gestore del servizio. Da una proposta iniziale per una cabina elettrica da almeno 30kw, si è infatti giunti ad accettare una fornitura di 3Kw. Per intenderci, 3Kw equivalgono alla potenza elettrica di una rete domestica. Basta azionare contemporaneamente semplici elettrodomestici come lavastoviglie e lavatrice per mettere sotto pressione la rete, figuriamoci impianti meccanici industriali. Nel caso dell’Isola ecologica, questo minimo voltaggio sopperisce all’illuminazione dei locali e al sistema di videosorveglianza, fino allo scorso dicembre assenti.

I fatti, dunque, non lasciano dubbi all’interpretazione: l’Isola ecologica è stata inaugurata pur non essendo completa come promesso. Ma perché aprire una struttura che non può svolgere il lavoro per cui è stata costruita? Forse per dissuadere i cittadini dal depositare cumuli di immondizia per le strade? Purtroppo la mini-discarica presente nel terreno confinante il sito non avvalora questa tesi. Residui di materiali da costruzione, calcinacci e tubature sono lì abbandonati da mesi. La funzione attuale dell’impianto, dunque, è quella di deposito di rifiuti. Gli utenti possono consegnare gratuitamente tutte le frazioni di rifiuti urbani e assimilati (eccetto l’umido e il secco indifferenziato) e rifiuti speciali (come pneumatici, ingombranti e vernici ndr.), a meno che non superino i quantitativi di una normale produzione domestica, come da regolamento approvato dal Comune.

Ma quanto ancora si dovrà aspettare per vedere realizzato un disegno risalente al 2012? Eppure, nel nostro territorio, esistono realtà che dimostrano come si possa amministrare correttamente. Dai paesi limitrofi arrivano esempi di una scrupolosa gestione della res publica, anche in settori delicati come quello dei rifiuti. Ad esempio, nel luglio 2015, l’Amministrazione guidata dal sindaco Leo Annunziata ha inaugurato l’Isola ecologica di Poggiomarino, situata in via Ceraso, grazie ad un finanziamento provinciale di 100.000 euro. Sin da subito funzionante sei giorni su sette, il centro di raccolta ha registrato nel corso degli anni una partecipazione crescente da parte della cittadinanza, anche grazie ad un sistema volto a premiare i cittadini più meritevoli. Le bilance, in questo caso funzionanti, hanno il compito di calcolare la quantità di ogni singolo materiale che viene conferito al Centro. Per ogni tipo di rifiuto, il cittadino ottiene un particolare bonus, che varia dai 20 ai 50 euro bimestrali, a seconda dei chili di rifiuti accumulati, da spendere nelle attività convenzionate sul territorio, in primis supermercati. “L’obiettivo è quello di crescere e di trasformare le premialità dei buoni scontro in veri e propri sgravi fiscali, per diminuire l’onere della TARI sui cittadini residenti” – ci spiega Michele Cangianiello, capogruppo PD in consiglio comunale a Poggiomarino. La recente gara d’appalto per la gestione della nettezza urbana ha visto vincitrice una nuova ditta, diversa da quella che ha gestito l’Isola nei primi due anni, che dovrà coordinare tutti i servizi legati alla raccolta dei rifiuti e alla pulizia delle strade. “Stiamo aspettando il nulla osta affinché la nuova azienda possa prendere servizio. Non ci siamo mai fermati. Il nostro obiettivo è sempre quello di crescere e di dare servizi in più rispetto a quelli che già abbiamo. Il nuovo appalto dovrebbe permettere di migliorare ancora” continua il giovane politico dem.

A San Giuseppe siamo abituati ad aspettare tempi estenuanti per veder realizzate opere pubbliche, che nella maggior parte dei casi si rivelano insoddisfacenti o mediocri. Eppure, non dovremmo rassegnarci e pretendere per il nostro paese una biblioteca comunale che sia polo culturale, attrattiva per i cittadini di tutte le età, un’isola ecologica funzionante che non disattenda le aspettative, un palazzetto dello sport che possa rinascere grazie ai fondi europei e che possa ospitare le tante società sportive che continuano ad esistere, nonostante tutto. La politica dovrebbe smetterla di promettere e cominciare a fare davvero.

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