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L’ex OPG occupato “Je so’ pazzo”. La rinascita di uno spazio abbandonato nel cuore di Napoli

maggio 6, 2016

Cultura, Legalità, News

Da Laboratorio Pubblico n.30 l’articolo: “L’ex OPG occupato – Je so’ pazzo – La rinascita di uno spazio abbandonato nel cuore di Napoli

Il 2 marzo 2015, nello storico quartiere napoletano di Materdei, cinquanta tra studenti, lavoratori, disoccupati e abitanti del quartiere hanno deciso di riappropriarsi di un luogo da anni abbandonato per renderlo nuovamente fruibile alla comunità.  Lo stabile sorge in un ex convento, adibito da fine Ottocento ad ospedale psichiatrico giudiziario (OPG) e lasciato “marcire” dopo la chiusura ufficiale nel 2008. Gli occupanti l’hanno rinominato “Ex OPG occupato – Je so’ pazzo”, per marcarne la storia, ma anche il radicamento con Napoli, la Napoli che non si arrende cantata da Pino Daniele. La struttura è costituita da chiostri e cortili di rara bellezza, eppure nel corso degli anni è diventata luogo di tristezza e sofferenza. Letti di costrizione, oblò nei bagni delle celle: le pareti trasudano strazi e tormenti degli internati. All’apice dell’abuso: 250 persone per una capienza massima di 150.

Il complesso è di proprietà del demanio, la gestione è affidata al Ministero di Giustizia, Dipartimento della polizia penitenziaria. Eppure, le condizioni di degrado e abbandono in cui è stato lasciato l’edificio raccontano di una  totale mancanza interesse da parte dell’autorità competente. Negli anni, l’ex OPG è stato oggetto di saccheggio e depredazione.

Da circa dodici mesi, il collettivo degli occupanti prova a ridare nuova vita al complesso, riqualificandone progressivamente gli spazi e restituendo al quartiere un luogo aperto a tutti. Oltre a spazi per concerti, è stato recuperato il vecchio teatro presente nella struttura. Ci sono corsi di arti marziali e yoga nella palestra popolare ricavata nella vecchia mensa. Un campetto interno con la scuola calcio per bambini, corsi di fotografia e laboratori creativi. Da qualche mese è stato avviato “l’asilo condiviso”, un progetto educativo nato dalla collaborazione dei genitori. E ancora aule studio e un ambulatorio, uno sportello di supporto per migranti, precari e disoccupati. Tutto completamente gratuito.

Campetto di calcio popolare ex OPG "je so pazzo"

Campetto di calcio popolare ex OPG “je so pazzo”

Nonostante ciò, puntuale è giunto l’ordine di sgombero, a dimostrazione che all’opera di riqualificazione di un luogo destinato al degrado da parte di volontari si preferisce lo squallore dell’abbandono. Da subito si è costituita una rete di solidarietà degli abitanti del quartiere, che hanno visto nell’ex OPG un bene comune e un miglioramento dell’intera zona di Materdei. Il senso di appartenenza sviluppatosi attorno all’ex OPG occupato ha smosso così tante coscienze da arrivare anche al coinvolgimento dell’amministrazione comunale. Il sindaco De Magistris ha preso posizione, spinto dalla mobilitazione popolare e, dopo aver visitato il luogo, ha manifestato la volontà di acquisizione della struttura da parte del comune. Il primo cittadino ha inoltre scongiurato qualsiasi intervento di polizia finalizzato allo sgombero.

Purtroppo negli ultimi mesi, forse proprio per il successo avuto dall’iniziativa, gli occupanti dell’ex OPG hanno subito delle vere e proprie aggressioni fisiche. Nel mese di gennaio, alcuni ragazzi sono stati vittime di un agguato, con tanto di spranghe e martelli. Una vicenda ancora aperta ma che sembrerebbe avere chiara matrice politica in quanto gli aggressori sarebbero stati identificati come appartenenti all’organizzazione neofascista di Casapound. Una brutta vicenda che ha fatto temere per la vita di uno degli aggrediti, ricoverato con diversi traumi alla testa ed al volto, provocati da colpi di martello. Un clima di odio ingiustificato che non deve essere sottovalutato.

I problemi non mancano, ma il sacrificio e l’impegno del collettivo degli occupanti e la partecipazione degli abitanti del quartiere ha permesso alle tante attività di utilità pubblica di continuare a crescere, intervenendo spesso proprio dove le istituzioni sono assenti. Tutto questo soltanto ad un anno dalla costituzione dell’ex OPG occupato – Je so’ pazzo. Considerate le enormi difficoltà e i pochi mezzi a disposizione, è già una rivoluzione. Una bellissima rivoluzione nel cuore di Napoli.

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