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L’area ex Macello ancora in preda al degrado. Il presidio della guardia medica opera in situazione di rischio per i cittadini

L’area ex Macello ancora in preda al degrado. Il presidio della guardia medica opera in situazione di rischio per i cittadini

Varcando la porta di accesso dell’ex macello di San Giuseppe Vesuviano, l’enorme struttura abbandonata che si trova a ridosso dell’area mercatale, si ha immediatamente prova di quanto la cattiva politica possa fare danni. La vicenda di questo immobile, di proprietà del comune, è emblematica: da decenni la struttura giace in condizioni di degrado. Eppure, nonostante le precarie condizioni igieniche ed infrastrutturali, ospita il presidio Asl della guardia medica. Un ambulatorio medico in condizioni precarie, dove pareti e mobili oramai corrosi dal tempo fanno da cornice a quello che dovrebbe essere un luogo in cui ricevere cure in situazioni di bisogno. Uno scandalo che va avanti ormai da troppi anni ma che sembra non interessare a chi oggi amministra il comune e il distretto 52 dell’Asl, competente sul territorio.

All’esterno del presidio della guardia medica la situazione è anche peggiore. Nel primo dei due cortili interni, dove ha sede il Dipartimento di Igiene Ambientale del comune (sic!), ci sono pneumatici di autoveicoli abbandonati. Poco distante, i contenitori dei rifiuti medici dell’ambulatorio in condizioni di scarsa sicurezza. Alcune auto, probabilmente di privati, sostano in parcheggio. Quest’area viene inoltre utilizzata dalla ditta che gestisce la raccolta differenziata, il Consorzio Gema, come spazio operativo per il trasferimento dei rifiuti dai mezzi impiegati per il porta a porta agli autocompattatori destinati alle discariche. Un’attività non prevista dal capitolato d’appalto, eseguita senza alcuna misura di sicurezza nei pressi di un presidio medico e del centro abitato.

Attraversando un cancello interno si accede al secondo cortile. Intorno, capannoni abbandonati, vetri rotti e sporcizia di ogni genere. In fondo, la carcassa di una vecchia Fiat Uno, vandalizzata chissà quante volte, e ciò che resta di cumuli di spazzatura dati alle fiamme. Alcuni mezzi di proprietà del comune sostano in pessime condizioni. Sul versante opposto all’ingresso c’è un container di cui non si conosce l’uso né la provenienza. Sul lato qualcuno ha scritto con lo spray: “vietato entrare”. La sensazione che si prova è di desolazione, di abbandono.

Eravamo già stati nell’ex macello ed avevamo documentato lo stato in cui versava la struttura. Allora, oltre allo scenario descritto sopra, vi erano altre carcasse d’auto, un cumulo di immondizia alto diversi metri ed un container di pneumatici da smaltire. Da quella inchiesta era nata l’iniziativa politica del gruppo consiliare Vocenuava-PD, che aveva denunciato al comune e all’Asl la condizione dell’immobile, chiedendo un intervento immediato per mettere in sicurezza l’area. Con le pressioni esercitate sull’ufficio tecnico si è riusciti ad ottenere una pulizia parziale, ma nessun progetto è stato attivato per riqualificare l’imponente struttura. A suo tempo, il direttore del Distretto 52 dell’Asl, Luigi Stella Alfano, aveva accusato l’ente di Piazza D’Aosta di immobilismo, avendo l’Asl più volte negli ultimi anni lamentato le condizioni di grave degrado in cui medici e pazienti erano costretti ad operare e chiedendo la disponibilità di un nuovo locale, più adeguato ad ospitare un presidio sanitario. Sul punto, però, l’amministrazione Catapano ha nettamente ribadito la propria linea di chiusura, ritenendo inutile un presidio Asl sul territorio di San Giuseppe e valutando come già adeguati i servizi offerti nella sede del Distretto a Palma Campania. Un rimpallo di responsabilità che non ha portato alcun miglioramento per la struttura dell’ex macello.

L’area è molto vasta e necessita di importanti investimenti. Una parte potrebbe essere destinata ad un nuovo e più efficiente presidio medico Asl, la restante invece ad altri uffici comunali o di pubblico interesse. Certamente, nessuna attività connessa alla gestione dei rifiuti può essere tollerata in uno spazio così vicino al centro abitato. Le ipotesi di destinazione possono essere molteplici, ma al momento nessun progetto di riqualificazione è stato immaginato dall’amministrazione Catapano che, al contrario, del complesso ex macello-area mercatale ha sempre preferito lavarsene le mani.

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