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Da LP n. 9 : Terzigno, no a ulteriori analisi delle falde acquifere

febbraio 12, 2014

Ambiente, Laboratorio Pubblico, News

In attesa della prossima uscita e distribuzione di LP n. 10, rinnovato graficamente per il suo 1° anno, vi riproponiamo un articolo da LP n. 9 :

Terzigno, no a ulteriori analisi delle falde acquifere 

Il nuovo business della camorra sarà la gestione delle bonifiche

Era l’ottobre 2010, quando i cittadini dei comuni vesuviani si sollevarono contro la scelta dell’allora commissario straordinario all’ emergenza rifiuti Guido Bertolaso di aprire l’ennesima discarica nel parco nazionale del Vesuvio. La scelta era ricaduta su Cava Vitiello, un enorme buco situato accanto alla preesistente discarica Cava Sari, che sarebbe dovuta diventare la più grande discarica d’Europa con una capacità stimata di oltre 10 milioni di tonnellate di rifiuti. Nei progetti, Cava Vitiello si sarebbe dovuta aggiungere alle altre due discariche di stato presenti sul territorio di Terzigno, alla discarica di Ercolano e a quella di Somma Vesuviana, andando a creare un vero e proprio parco nazionale dei rifiuti. L’apertura della discarica fu scongiurata dalla mobilitazione massiccia e tenace dei cittadini, durata circa tre mesi nonostante la dura repressione da parte delle forze dell’ordine, che è costata ai manifestanti manganellate e processi per minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e occupazione di suolo pubblico. A più di 3 anni da quegli eventi, movimenti e cittadini continuano a denunciare l’inquinamento ambientale dei terreni e delle acque nei pressi della cava Sari, sito che in realtà contiene due discariche, visto che quella aperta nel 2008 è stata installata all’ interno di una discarica preesistente e mai messa in sicurezza.collettivo vocenueva

Maria Rosaria Esposito, un tenace avvocato terzignese,  è riuscita a rendere pubblica una relazione dell’Arpac risalente al 27 maggio 2013, in cui la Ecodeco, ditta che gestisce cava Sari, segnala che in tutti i pozzi di monitoraggio nei dintorni della discarica è stata registrata dall’ aprile 2012 la presenza oltre la soglia consentita di tricloropropano e dibromoetano, due sostanze altamente cancerogene che potrebbero aver già contaminato le falde acquifere. In un secondo momento, dopo che la polemica è montata attraverso media nazionali e locali, la stessa ditta ha fatto marcia indietro smentendo se stessa e presentando delle nuove analisi dove non c’è traccia delle due sostanze. Il vicesindaco facente funzioni di Terzigno, Stefano Pagano, ha accusato l’avvocato Esposito di allarmismo, confermando che secondo le informazioni in suo possesso i pozzi nei pressi della discarica non sono inquinati. Cittadini e associazioni non ci stanno e chiedono delle nuove analisi dei pozzi, da far effettuare dall’Arpac o da una ditta imparziale. Richiesta che le istituzioni, al momento, non sembrano voler prendere in considerazione.

Non c’è solo la Sari a preoccupare i cittadini dei comuni vesuviani, gli ecomostri sono numerosi e sparsi in tutto il territorio. Tra discariche di stato, discariche abusive, roghi di rifiuti, regi lagni e il fiume Sarno, l’inquinamento ambientale è una minaccia costante per la salute. Il 29 dicembre scorso a Poggiomarino si è tenuta una fiaccolata per chiedere la definitiva bonifica delle vasche Pianillo e Fornillo, in attesa di essere ripulite nonostante le promesse dell’agenzia regionale “Arcadis”. Bonifiche urgenti e necessarie sono richieste a gran voce in tutta la “Terra dei fuochi” attraverso proteste e manifestazioni di piazza, non ultima quella tenuta a Napoli il 16 novembre scorso. Su questa ennesima emergenza sembra aver puntato gli occhi anche la camorra. Pochi giorni fa il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ha messo in guardia le istituzioni dai tentativi di infiltrazione della camorra nella gestione delle bonifiche, chiedendo la massima attenzione negli affidamenti. Il rischio reale è che le ecomafie, dopo aver sversato per anni rifiuti di ogni tipo inquinando i nostri territori, cerchino di sfruttare questa occasione per lucrare sulla salute dei cittadini. Dopo il danno, la beffa.

Luigi Ammirati

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