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Da LP n. 27: “Chiusura presidio Asl, il sindaco Catapano sapeva”.

In attesa della prossima uscita di Laboratorio Pubblico, vi riproponiamo un articolo dal n. 27 (clicca per il download gratuito) :

Chiusura presidio Asl: il sindaco Catapano sapeva

Da oltre due anni il Comune era informato del problema ma non ha fatto nulla

Peppe ha 23 anni e da due ha scoperto di essere affetto da una grave malattia genetica. La sua vita è radicalmente cambiata, eppure lui è sempre lo stesso. Ha la stessa ironia e la stessa giovialità di sempre, pur dovendo affrontare la malattia. La sua storia ha molto a che fare con quello che sta succedendo in questi giorni, da quando il presidio Asl di San Giuseppe Vesuviano è stato chiuso. La storia di Peppe impone a tutti di fare i conti con l’assenza di certezze. Perché troppe volte diamo per scontato ciò che invece è precario, come il diritto alla salute, ad un sistema sanitario per anni raccontato come pubblico, universale, accessibile e che invece, per responsabilità della politica e della classe dirigente che ha gestito il sistema sanità in Campania, oggi vive una crisi mai conosciuta in passato. Crisi di bilancio, ma anche di offerta, tanto che oggi curarsi sembra essere diventato un privilegio.

Il primo settembre scorso, gli uffici Asl di via Ceschelli e di via Macello sono stati chiusi per decisione del direttore del Distretto 52 Luigi Stella Alfano. Il 52 è il distretto più grande della Campania. 126.000 utenti e sette comuni: Ottaviano, Terzigno, Striano, Poggiomarino, San Gennaro, San Giuseppe Vesuviano e Palma Campania, dove, presso la ex struttura ospedaliara “Biagio Lauro”, ha sede la direzione generale, in località Fiume-Torricelle. Una zona difficilmente raggiungibile, non collegata da mezzi di trasporto pubblico e geograficamente decentrata rispetto al distretto. Proprio negli uffici di Palma Campania sono stati trasferiti i servizi del presidio sangiuseppese (anagrafe assistiti, esenzioni, medicina legale, guardia medica e 118, assistenza di base).asl sgv

E’ proprio del servizio di medicina legale e di quello esenzioni che avrebbe bisogno Peppe. La sua malattia lo pone nella condizione di dover limitare molte delle normali attività che quotidianamente svolge, per questo dovrebbe essere destinatario di un assegno mensile quale invalido civile. Ha, inoltre, la necessità di dover assumere periodicamente farmaci e quindi necessita di un rapporto costante con il presidio sanitario. Per ottenere il diritto all’assegno di invalidità, Peppe deve “dimostrare di essere malato” (sic!) e convincere una commissione che la sua patologia limita le attività quotidiane. Questa commissione, una volta operativa a San Giuseppe Vesuviano, oggi si trova a Palma Campania e, dopo il trasferimento, i ritardi sul suo già lento funzionamento non si contano. Arrivare alla sede di Palma è impossibile senza un’auto propria. E una volta lì, ci si imbatte nella disorganizzazione e, purtroppo – a detta dell’utenza – anche nel disinteresse di chi sarebbe preposto a tutelare la nostra salute. Peppe deve affrontare i disservizi come le altre migliaia di utenti, soprattutto anziani e disabili, che dallo scorso settembre non hanno più un presidio territoriale. Un presidio, quello in via Ceschelli, che certo non poteva essere considerato come adeguato, ma che almeno aveva il merito di essere facilmente raggiungibile, anche a mezzo Circumvesuviana.

Sulla chiusura della sede ASL molti cittadini si stanno mobilitando. Rinascita Civile Vesuviana, gruppo della società civile formatosi di recente, ha promosso una petizione per sollecitare gli Enti competenti ad una rapida soluzione. Inoltre, come ci racconta il presidente Francesco Giugliano, l’associazione ha richiesto all’amministrazione comunale la messa a disposizione di un servizio navetta bisettimanale per facilitare l’accesso agli uffici di Palma Campania. Sul fronte politico, il Gruppo consiliare “Vocenueva Libera San Giuseppe”, attraverso i consiglieri Casillo e Borriello, ha chiesto l’intervento della Regione e scritto l’8 ottobre al presidente Vincenzo De Luca, al Commissario dell’Asl Napoli 3 Sud Salvatore Panaro ed al direttore del Distretto 52 Luigi Stella Alfano. A seguito della loro interrogazione, i due dirigenti sanitari avrebbero fatto emergere una chiara responsabilità politica dell’amminisrazione Catapano. Infatti, rispondono Panaro e Stella Alfano il 13 ottobre, il Comune di San Giuseppe Vesuviano sarebbe stato informato fin dall’aprile 2013 delle precarie condizioni degli uffici di via Ceschelli e via Macello. Attraverso successive comunicazioni, l’Asl avrebbe chiesto al Comune di individuare una nuova sede per il presidio sanitario, visto che l’ipotesi di trasferimento nello stabile del vecchio Municipio in Piazza Risorgimento era stata considerata non praticabile. Nella lettera del 13 ottobre, Panaro e Stella Alfano evidenziano inoltre che “nei mesi scorsi il Sindaco di San Giuseppe Vesuviano ha preannunciato la possibile concessione al Distretto 52 di uno stabile oggetto di confisca statale”, pertanto, “si sta attendendo questa nuova possibilità”. 

Lo stabile che il sindaco Catapano ha reso disponibile è l’ex Palazzo Allocca in via Croce Rossa? In tal caso, il sindaco dovrebbe essere a conoscenza del fatto che quello stabile ha un vincolo di destinazione (una cittadella scolastica), così come chiarito dall’Agenzia Nazionale per i beni confiscati nel decreto di trasferimento del 9 settembre scorso. Ed anche se fosse possibile variarne la destinazione, le condizioni dello stabile sono così malridotte da poter facilmente immaginare tempi molto lunghi per la sua riqualificazione. Tempi che Peppe e tutti gli altri utenti del presidio sanitario territoriale non possono aspettare per esercitare il proprio diritto alla salute.

Il sindaco Catapano nella seduta del 10/11 respinge la richiesta di Vocenueva di offrire soluzioni per la riapertura del presidio.

Il sindaco Catapano nella seduta del consiglio comunale del 10/11 respinge la richiesta di Vocenueva di offrire soluzioni per la riapertura del presidio (articolo de Il Metropolis 11/11).

 

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